Adriano Celentano


 
     
 

Cantanti - Adriano Celentano

Adriano Celentano è nato a Milano il 6 gennaio 1938, celebre cantante indiscussa colonna portante della musica Italiana, showman, attore, regista e conduttore.

Grazie alla sua carriera quasi cinquantennale, che non ha mai conosciuto il declino, grazie anche ad una vena artistica e sempre fuori dagli schemi e molto innovativa, con i suoi successi internazionali, è considerato dalla critica l'Elvis Presley italiano, nonché un'emblema e un icona della società italiana del secondo dopoguerra.

Adriano Celentano è uno dei pochi cantanti italiani ad aver venduto più di 60 milioni di dischi.


Canzoni e Musica


La biografia di Adriano Celentano

Il suo esordio risale alla fine degli Anni 1950 ed uno dei meriti maggiori che gli viene riconosciuto è quello di essere stato uno dei primi musicisti italiani a capire che qualcosa, nel mondo della musica (e del costume), stava cambiando.

Erano gli anni in cui dall'Stati Uniti d'America|America, sull'onda del "boogie-woogie" imperante dell'immediato dopoguerra, arrivava un nuovo generi musicali, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora: Celentano capisce che quella è la "sua" musica.

L'esordio con i "Rock Boys"

Celentano, di genitori Foggia ma nato a Milano in via Gluck, impara a fare l'orologiaio... oltre che a rudimenti di sartoria: affermò di tagliarsi e cucirsi lui stesso i pantaloni che indossava, anche quando era già famoso. Ma era chiaro che non era quello il suo destino, bensì la musica che giungeva da oltreoceano. Ed è proprio interpretando brani di rock'n'roll che esordisce nel 1957 accompagnato dai Rock Boys (tra gli altri, Giorgio Gaber alla chitarra e Enzo Jannacci al pianoforte, che in quel periodo formeranno poi gli JaGa Brothers e Luigi Tenco al sax). Il successo gli arride subito: troppo bisogno hanno i giovani di qualcosa di nuovo per restare impassibili di fronte a brani dirompenti come "Il tuo bacio è come un rock", "Ciao ti dirò", "Il ribelle" o "Nessuno crederà". Lo stile adottato per accompagnare le sue interpretazioni, assolutamente personale e fatto di balzi repentini e giravolte, con ampie mosse del bacino (lo stesso adottato in quegli anni da un altro grande rocker agli esordi, Elvis Presley), avrebbero fatto il resto. Secondo quella che è forse una leggenda metropolitana, Celentano avrebbe sviluppato la capacità di muovere le anche mentre cantava esercitandosi con l'Hula-hop, un grosso cerchio che, dondolandosi, veniva appunto 'tenuto su' all'altezza del bacino. Sicuramente, però, il soprannome di "Molleggiato" che gli fu affibbiato per i suoi movimenti era assolutamente meritato.

24.000 baci
Nel 1961 Celentano si presenta al Festival di Sanremo, scandalizza il pubblico voltandogli le spalle, ma la sua "Ventiquattromila baci" arriva seconda. L'anno dopo trionfa al Cantagiro con "Stai lontana da me" (musica di Burt Bacharach, testo di Mogol), canzone con cui nasce ufficialmente "il Clan. Il Clan è molto più di una casa discografica: è una sorta di comune artistica in cui Celentano (che in quel periodo vende tranquillamente un milione di copie a disco) riunisce parenti e vecchi amici (Ricky Gianco, Don Backy, i Ribelli, Detto Mariano, Pilade, Gino Santercole, Natale Massara, ecc.) nonché attuali fidanzate e future mogli (Milena Cantù, Claudia Mori).

L'esperienza del "Clan"
L'esperienza del 'Clan' dura però appena quattro anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader e da infiniti problemi contrattuali. In quel periodo, Celentano incontra la religione, che impronterà più o meno pesantemente tutta la sua produzione futura. Mentre i successi continuano a succedersi ("Ciao ragazzi", "Pregherò", "Grazie prego scusi"), certe tirate moralistiche soprattutto della fine del decennio come "Tre passi avanti", "Mondo in mi 7a", "Il ragazzo della via Gluck", "La coppia più bella del mondo", "Azzurro", "Chi era lui", "Torno sui miei passi", fino a "Chi non lavora non fa l'amore" (prima classificata al Festival di Sanremo 1970), pur portandolo costantemente in testa alle classifiche, lo rendono insopportabile al pubblico dei giovanissimi che lo bollano come reazionario e sorpassato.

Celentano però non se ne cura e ai successi in ambito musicale inizia ad affiancare quelli in ambito cinematografico. L'esordio "importante" (dopo molti musicarello|musicarelli tra la fine degli anni 1950|anni '50 e i primi Anni 1960|'60 e diverse partecipazioni ad altre pellicole) è Serafino di Pietro Germi del 1968|'68, mentre la sua prima regia è Super rapina a Milano di quattro anni prima. Del 1974 è invece Yuppi Du che Celentano dirige, scrive, sceneggia, interpreta e produce. Abbandonate (essenzialmente per questioni economiche) le manie di onnipotenza, dal 1975 al 1980 interpreta ben 12 film anche di notevole successo, conoscendo un solo flop nel 1985|'85 con l'eccessivamente mistico Joan Lui.

In ambito musicale, gli Anni '70 lo vedono quasi costantemente in classifica con brani come 'Una carezza in un pugno', 'Sotto le lenzuola', 'Storia d'amore', 'Prisencolinensinainciusol', uno stranissimo brano che ricorda un po' la disco, un po' il rap e soprattutto cantato con suoni sconclusionati pseudoinglesi; continua anche il suo filone "ecologico/moralista" con 'Un albero di trenta piani' e 'Svalutation'. Alla fine del decennio però, come la grance "Mina", anche Celentano decide di chiudere con i concerti dopo che, nel 1979, raduna nelle piazze e negli stadi (primo in Italia a usarli a tale scopo, e unico a potersi permettere un tale seguito di fan fino agli anni '90) oltre 950.000 persone.

Continua comunque ad incidere regolarmente anche se fino alla fine degli anni '90, i suoi dischi non saranno mai baciati da grande successo, a causa di una inversione stilistica, in cui troviamo lo stesso Adriano autore dei versi ("La pubblica ottusità", "Il re degli ignoranti", "Quel punto"). Questo nuovo modo di fare musica di Celentano è artisticamente valido (sia per la melodia, sia per i testi che affrontano temi quotidiani) ma evidentemente molto impopolare.

Tuttavia Celentano resta pur sempre un personaggio di culto in grado di calamitare l'attenzione di milioni di persone nelle sue "discusse" apparizioni televisive, in cui non riesce mai a rinunciare al suo ruolo di "predicatore". Dopo il discusso "Fantastico 8", che tra una frecciata e l'altra e le famigerate "pause" spazza via tutti i record di audience, è la volta di "Svalutation" e poi del premiato "Francamente me ne infischio", che con la sua originalissima formula conquista critica e ascoltatori (fino a 14 milioni di persone).

Celentano duetta con Mina
Nel 1998, mentre prepara il suo ritorno sul palco, le sue sorti discografiche sempre più in calando cambiano radicalmente. Incide infatti un album con un'altra grande cantante che quasi assieme a lui mosse i primi passi nel mondo della musica leggera: Mina; il disco non è esaltante, a detta di molti critici, ma ha un enorme successo con 1.400.000 copie vendute.

Lui "non sa parlar d'amore"...
L'anno dopo, con Mogol e Gianni Bella, realizza l'altrettanto venduto - 1.800.000 copie - e decisamente migliore, sempre a detta dei critici, "Io non so parlar d'amore".
L'album è una vera perla. "Gelosia", "L'emozione non ha voce" e "Senza amore" trasportano questo album per tantissimo tempo ai vertici della hit-parade.
Adriano accompagna il disco con uno show su RaiUno, "Francamente me ne infischio". Altissimi ascolti e tantissime polemiche.

Adriano "esce di rado e parla ancora meno"
Nel 2000, con lo stesso team, pubblica Esco di rado e parlo ancora meno", altro grande successo (1.200.000 copie) che proietta l'inossidabile Celentano nel nuovo millennio.
Il singolo "Per Averti" spopola dappertutto e Adriano compare in tv con il contestatissimo show "125 milioni di caz..te" che scatena una marea di polemiche per il titolo e per i monologhi Celentaneschi... ma come sempre, gli ascolti sono altissimi.

Celentano, "per sempre"
Nel 2002 è la volta di "Per Sempre", CD che nonostante le critiche ha comunque ottimi livelli di vendita (800.000 copie).
L'album non è accompagnato da nessuno show televisivo ma è traghettato per tutto l'anno con singoli del calibro di "Confessa", "Mi fa male" e "Per sempre" che restano in classifica per parecchio tempo.

"C'è sempre un motivo" per ascoltare Adriano
Nel 2004 è la volta di "C'è Sempre Un Motivo
"
, album molto elaborato dove è presente un inedito di Fabrizio De André e un duetto in creolo con Cesaria Evora, esponente di spicco della musica di Capo Verde. La canzone cantata con quest'ultima è "Il ragazzo della via Gluck" rivista appunto in creolo.
L'album torna nel 2005 in versione Dual Disc (da un lato musica e dall'altro video) con l'aggiunta di un singolo scritto da Paolo Conte, 37 anni dopo Azzurro, dal titolo: "L'indiano".

Nel 2005 il contestatissimo show televisivo "Rockpolitik".
Contestatissimo in quanto Celentano ha lottato per un anno con i dirigenti Rai per ottenere la tanto amata libertà editoriale. Come d'abitudine, anche questo programma è stato un enorme successo ottenendo ascolti record.


Discografia
(fino al 1963 per l'etichetta "Jolly"; dall'album 'Uno strano tipo' in avanti per la "Clan"


Il tuo bacio è come un rock - 1960
Furore (album) - 1960
Peppermint twist - 1962
A New Orleans - 1963
Uno strano tipo - 1963
Non mi dir - 1965
La festa - 1965
Il ragazzo della via Gluck - 1966
Adriano rock - 1968
Una carezza in un pugno - 1968
Le robe che ha detto Adriano - 1969
Adriano hits - 1970
Il forestiero - 1970
Er più - 1971
I mali del secolo - 1972
Nostalrock - 1973
La storia di un ragazzo chiamato Adriano Celentano - 1973
Yuppi du - 1975
Il meglio di Adriano Celentano - 1975
Svalutation - 1976
Disco dance - 1977
Tecadisk - 1977
Ti avrò - 1978
Geppo il folle - 1978
Me, live! - 1979
Soli - 1979
Antologia (57-80) - 1979
Un po artista un po no - 1980
Deus - 1981
Uh... uh... - 1982
Atmosfera (album) - 1983
Celentano hit parade - 1983
Le volte che Adriano è stato primo - 1983
I miei americani - 1984
Joan Lui (album) - 1985
I miei americani 2 - 1986
La pubblica ottusità - 1987
Antologia 57-87 (6 dischi) - 1987
Il re degli ignoranti - 1991
Superbest - 1992
Quel punto - 1994
Gli anni sessanta - 1995
Alla corte del Re-mix - 1995
Arrivano gli uomini - 1996
Le origini di Adriano - 1997
Mina Celentano - 1998
Io non so parlar damore - 1999
Esco di rado e parlo ancora meno - 2000
Il cuore, la voce - 2001
Per sempre (album) - 2002
Tutte le volte che Adriano è stato primo - 2003
Cè sempre un motivo - 2004
Cè sempre un motivo + L'Indiano - 2005


Filmografia

I ragazzi del juke-box (1959)
Juke-box, urli d'amore (1960)
Urlatori alla sbarra (1960)
Sanremo, la grande sfida (1960)
La dolce vita (1960)
Io bacio... tu baci (1961)
Uno strano tipo (1962)
Canzoni di ieri, canzoni di oggi, canzoni di domani (1962)
Il monaco di Monza (1963)
Super rapina a Milano (1964)
Serafino (1968)
Er Più - Storia damore e di coltello (1971)
Bianco rosso e... (1972)
L'emigrante (1973)
Rugantino (1973)
Le cinque giornate (1973)
Yuppi Du (1974)
Di che segno sei? (1975)
Culastrisce nobile veneziano (1976)
Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni (1976)
Ecco noi per esempio (1977)
L'altra metà del cielo (1977)
Geppo il folle (1978)
Zio Adolfo in arte Führer (1978)
Mani di velluto (1979)
La locandiera (1980)
Qua la mano (1980)
Sabato, domenica e venerdì (1980)
Il bisbetico domato (1980)
Innamorato pazzo (1981)
Asso (1981)
Bingo Bongo (1982)
Grand Hotel Excelsior (1982)
Segni particolari: bellissimo (1983)
Sing Sing (1983)
Lui è peggio di me (1984)
Joan Lui (1985)
Il burbero (1986)
Jakpot (1992)

Carriera televisiva

Fantastico 8 (1987)
Svalutation (1992)
Francamente me ne infischio... (1999)
125 milioni di caz..te (2001)
Rockpolitik (2005)